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May 2011 - ARZANA’ NAVI E LOUIS VUITTON RESTAURANO IL PADIGLIONE VENEZIA AI GIARDINI DELLA BIENNALE



May 2011

“Di una disinvolta e vivace sicurezza, raramente riscontrabile nel nostro secolo a Venezia”, con queste parole P. Maretto descrive il Padiglione Venezia. È a questo livello che desidera riportarlo il progetto di restauro, concepito da Fondaco e attuato grazie al mecenatismo e alla lungimiranza di due aziende: Arzanà navi e Louis Vuitton. Grazie all’unione di due eccellenze, uno dei più rinomati marchi del lusso francese, sinonimo in tutto il mondo dell’arte del viaggio, e un gruppo veneto, capitanato dall’imprenditore Alberto Peruzzo, sarà, quindi, restituito alla propria città il Padiglione Venezia, uno degli storici spazi espositivi situati all’interno dei Giardini della Biennale. Un luogo simbolo, unico nel suo genere, creato originariamente per “ospitare le testimonianze delle arti decorative prodotte in Città mettendole a confronto con il panorama internazionale”.



A nome della Città di Venezia, desidero ringraziare Arzanà Navi e Louis Vuitton per aver aderito al progetto di Fondaco per il restauro del Padiglione Venezia” - ha dichiarato Giorgio Orsoni, Sindaco di Venezia - “Un’importante iniziativa, questa, che si concretizza in un momento di difficoltà economica che sta colpendo anche le storiche e fondamentali realtà culturali cittadine, e fra queste la Biennale, espressione di eccellenza di Venezia e dell’Italia intera”. “Sono felice che ad esprimere l’attenzione e la sensibilità verso la nostra Città siano due realtà imprenditoriali assai diverse, sia per dimensione che per settore in cui operano,- continua il sindaco Giorgio Orsoni- accomunate però dalla ricerca del bello, della qualità, dell’innovazione e dalla convinzione che Venezia rappresenti quella vetrina ideale attraverso la quale sia possibile colloquiare con il Mondo. Ho avuto modo di visitare Arzanà Navi nella sua sede a Marghera e ciò che più mi ha stupito è che nel silenzio, in un momento particolarmente difficile, con caparbietà, visione positiva e lungimiranza abbia avuto la forza di piantare un seme importantissimo per l’economia veneziana. Louis Vuitton rappresenta uno dei più importanti e prestigiosi gruppi al Mondo e mi auguro che il sodalizio con Venezia possa continuare rafforzando un rapporto di collaborazione che spero foriero di interessanti sviluppi”. Oggi si posa un tassello molto importante per la Città di Venezia, - ha concluso il sindaco Giorgio Orsoni - non soltanto perché una parte di città riprende per intero le proprie funzioni, ma perché attraverso il recupero del Padiglione le eccellenze di Venezia ritrovano un luogo dove avere adeguata valorizzazione.

Louis Vuitton e Arzanà Navi hanno annunciato, con un comunicato congiunto, il proprio sostegno al progetto di restauro architettonico e ripristino culturale di una storica e prestigiosa sede espositiva veneziana, il Padiglione Venezia, che verrà restituita alla Città e al mondo intero in occasione della prossima Esposizione Biennale Internazionale d’Arte. 

“Siamo estremamente lieti di poter annunciare oggi, nella prestigiosa cornice del Comune di Venezia, un progetto, il restauro architettonico e culturale del Padiglione Venezia, che ci onora, in quanto rispecchia il desiderio della Maison Louis Vuitton di rendere omaggio alla città di Venezia e al Veneto, a cui siamo profondamente legati da lungo tempo. Vogliamo in questo modo restituire un luogo, simbolo dell’identità e dell’eccellenza locale, al mondo intero, ma in particolare agli abitanti di una regione, che, nel corso degli anni, ci ha dato molto sia intermini di savoir-faire artigianale, con l’atelier calzaturiero di Fiesso d’Artico, che di fedeltà e passione per i nostri prodotti. Ci auguriamo in questo modo di condividere con un pubblico sempre più ampio la passione di Louis Vuitton per la creazione, l’arte, l’artigianalità, che dura dal 1854 e che negli anni è cresciuta in maniera costante”, dichiara Pietro Beccari, Vice Presidente di Louis Vuitton.

 “Siamo davvero felici di prendere parte a questo progetto, soprattutto perché per noi significa ridare dignità al luogo che porta il nome della nostra Città: un tributo ad essa e alle sue maestranze, che sono fondamentali per la nostra Azienda. Abbiamo scelto di intraprendere questo viaggio, nonostante la nostra giovane età, per dare un segnale, per far capire che c’è ancora chi crede con forza e convinzione in Venezia e nelle sue potenzialità. Ci presentiamo al mondo con questa iniziativa, ancor prima che con le nostre creazioni, sperando che la nostra scelta di sostenere l’arte e la Città possa essere beneaugurante per il nostro futuro”, dichiara Alberto Peruzzo, Presidente di Arzanà Navi.  

Con il restauro del Padiglione Venezia, infine, il rapporto di collaborazione tra Fondaco e Comune si consolida e si allarga a quella parte di città che sinora non era stata oggetto d’intervento: i Giardini della Biennale. “Per noi è motivo di grande soddisfazione contribuire a realizzare questa operazione proprio a Venezia, città del futuro, ed in particolare alla Biennale, eccellenza veneziana e indiscusso riferimento internazionale per l’arte contemporanea.”- dichiara Enrico Bressan, presidente di Fondaco- “Oggi comunichiamo l’avvio dei lavori che si concluderanno a metà maggio ma è anche l’occasione per riportare luce sullo spazio espositivo che più di ogni altro rappresenta la città perché porta il suo nome”. “Uno spazio voluto all’inizio degli anni trenta per valorizzare le arti veneziane e metterle a confronto con quelle di altri Paesi che però nel tempo ha visto perdere questa sua originaria funzione”. - continua Enrico Bressan- “Oggi abbiamo l’opportunità che ci viene data dalla sensibilità degli imprenditori di riprendere questo percorso e di rilanciarlo con forza affinché Venezia ritorni ad essere produttrice di nuove proposte”. “Siamo molto contenti che tutto ciò avvenga attraverso la realizzazione di una partnership tra pubblico e privato perché questa metodologia di lavoro rappresenta di fatto la mission su cui è nata e sviluppata l’attività di Fondaco.”- conclude Enrico Bressan - “Restaura-azione” ovvero mettere in moto attività per valorizzare il nostro patrimonio storico-artistico, è questa la filosofia di fondo che caratterizza il restauro del Padiglione Venezia ed è quella che in pochi anni ci ha permesso di raggiungere positivi e concreti traguardi. Il nostro ringraziamento ad Arzanà Navi e a Louis Vuitton per aver creduto e sostenuto il progetto, al Comune di Venezia e alla Soprintendenza per averci messo nella migliore condizione per lavorare nel rispetto dei tempi”. Quello di Louis Vuitton e Arzanà Navi è un intervento che mira al recupero non solo architettonico-strutturale, ma anche espositivo-culturale del Padiglione Venezia, al quale verrà in questo modo restituito l’originario ruolo di sede espositiva di valenza internazionale in occasione della prossima Esposizione Biennale Internazionale d’Arte. Si sceglie di dare nuova vita e dignità a un luogo simbolo, nato con la missione di “conservare gelosamente quanto di arte in Venezia esiste”, che è stato con gli anni dimenticato e vuole oggi rinascere come testimonianza di quanto di positivo c’è ancora a Venezia.

Notizie sul Padiglione Venezia

La costruzione del Padiglione Venezia, realizzata nel 1932 su progetto dell’architetto Brenno Del Giudice sull’isola di Sant’Elena, testimoniava all’epoca la volontà delle istituzioni locali di operare a favore della Città, con l’obiettivo di tutelare e promuovere la produzione artistica dell'artigianato e delle piccole industrie locali, ponendola a confronto con quella nazionale e internazionale, e di puntare al rilancio qualitativo dei prodotti veneziani. Collocato fra i padiglioni dei Paesi di tutto il mondo presenti alla Biennale, e precisamente tra quelli della Polonia e della Svizzera, venne, non a caso, chiamato proprio Padiglione Venezia, per sottolineare l’orgoglio di un progetto di promozione della realtà artistica locale all’interno di uno scenario dal carattere internazionale. Inaugurato in occasione della XVIII Esposizione Biennale Internazionale d'Arte, il padiglione venne destinato, fino al 1972, a ospitare le arti decorative, senza dimenticare esposizioni legate alle arti allora considerate “maggiori”, come la personale del pittore Guido Cadorin nel 1938. Dal 1972 a oggi il Padiglione Venezia ha accolto numerose iniziative tra le quali ricordiamo per la Biennale d’Architettura del 2002 “I disegni di Carlo Scarpa per la Biennale di Venezia. Architetture e progetti” e per la Biennale d’Arte del 2007 “Omaggio a Emilio Vedova dialogo con Georg Baseliz”. Dal punto di vista architettonico il Padiglione Venezia è caratterizzato da un elegante percorso curvilineo a emiciclo, enfatizzato da un grande arco centrale e da una teoria di archi laterali. Il corpo centrale, di forma semicircolare, è collegato a due sale laterali e su di esso si aprono tre porte d’ingresso e quattro grandi finestroni. Le pareti interne della galleria sono finite in marmorino lucidato a caldo, come la facciata bianca, mentre lo zoccolo, i contorni e le soglie delle porte d’ingresso sono in pietra d’Istria. Come una quinta teatrale, il Padiglione Venezia delimitava lo spazio del giardino e fungeva da raccordo tra i due padiglioni Svizzera e Polonia. Il Padiglione Venezia era completato, in passato, da una grande scalinata di forma semicircolare, da una vasca in posizione centrale e da una pilastrata che delimitava lo spazio intorno alla vasca, purtroppo demoliti a seguito della costruzione del Padiglione Brasile nel 1964. La coronazione terminale è costituita da una semplice fascia lineare su cui campeggia il bassorilievo “Venezia”.  Il Padiglione Venezia versa allo stato attuale in un grave stato di degrado: all’esterno, l’inquinamento atmosferico e il dilavamento delle acque piovane hanno causato il distacco e la parziale solubilizzazione degli intonaci e degli elementi lapidei, mentre la mancata manutenzione e il cattivo deflusso delle acque meteoriche è causa di dissesti e avvallamenti della pavimentazione esterna. All’interno, infiltrazioni d’acqua dalla copertura hanno portato alla caduta di una vasta porzione del soffitto. Per quanto riguarda la pregevole pavimentazione originale in pietre policrome, una vasta porzione, abbassatasi a causa del cedimento del solaio, e stata ricoperta da una malta cementizia. L’intervento mira alla salvaguardia dell’opera mediante l’accurata impermeabilizzazione del tetto e la predisposizione di un corretto sistema di smaltimento delle acque, alla conservazione degli intonaci originali e al rifacimento delle parti non recuperabili, al ripristino del solaio al piano terra e al riposizionamento e integrazione della pavimentazione originaria, alla messa a norma degli impianti e alla sistemazione della pavimentazione esterna.






 
 
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