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March 2011 - BASILICA DI SAN MARCO - CAPPELLA ZEN - IL MECENATISMO DI THUN



March 2011

“Per noi è stato come aprire gli occhi in un mondo fantastico - esordisce così Enrico Bressan, presidente di Fondaco - una vera e propria soddisfazione. Il progetto culturale che presentiamo oggi è frutto di un lavoro e di un confronto di tanti mesi nei quali abbiamo lavorato con l’obiettivo di avviare, com’è nella filosofia di Fondaco, un rapporto sinergico, costruttivo ed utile tra città ed azienda. Questo progetto per noi vuole essere una risposta al periodo - ha continuato Enrico Bressan - una sorta di modello in risposta alla lettera, trasmessa dalla stampa questa mattina, con cui l'archeologo Andrea Carandini si e' dimesso da presidente del Consiglio superiore dei beni culturali. Una decisione, ha spiegato Carandini, dovuta alla constatazione dell'impossibilita' dell'opera di tutela e sviluppo del patrimonio culturale per la 'progressiva e massiccia diminuzione degli stanziamenti. Per questo motivo il progetto assume ancora più valore”.



“Questo è davvero un esempio di generosità”- inizia in questo modo l’intervento di Monsignor Meneguolo, procuratore di San Marco alla conferenza stampa di presentazione del restauro delle quattro statue dei profeti collocate nella Cappella Zen della Basilica di San Marco. Mecenatismo è la parola che maggiormente è stata usata durante gli interventi, ben lontano dalla sterilità della parola sponsorizzazione che ben si allontana da questo progetto. “Per noi è stato come aprire gli occhi in un mondo fantastico - esordisce così Enrico Bressan, presidente di Fondaco - una vera e propria soddisfazione. Il progetto culturale che presentiamo oggi è frutto di un lavoro e di un confronto di tanti mesi nei quali abbiamo lavorato con l’obiettivo di avviare, com’è nella filosofia di Fondaco, un rapporto sinergico, costruttivo ed utile tra città ed azienda. Questo progetto per noi vuole essere una risposta al periodo - ha continuato Enrico Bressan - una sorta di modello in risposta alla lettera, trasmessa dalla stampa questa mattina, con cui l'archeologo Andrea Carandini si e' dimesso da presidente del Consiglio superiore dei beni culturali. Una decisione, ha spiegato Carandini, dovuta alla constatazione dell'impossibilita' dell'opera di tutela e sviluppo del patrimonio culturale per la 'progressiva e massiccia diminuzione degli stanziamenti. Per questo motivo il progetto assume ancora più valore”. “La parola restauro – ha proseguito l’Arch. Ettore Vio, proto della Basilica di San Marco - ha il più delle volte come sinonimo il termine problema, per le difficoltà nel reperire fondi, per cui siamo davvero felici di questo nuovo mecenatismo. Riguarderà, poi, un’area molto particolare, una sorta di stipo in cui la storia di Venezia si è condensata, al centro uno degli angoli più affascinanti della Basilica di San Marco, la Porta da Mar, un tempo la sua entrata principale”. “Poi la storia cambia, la scoperta dell’America apre i mercati verso Ovest, difficoltosi per i percorsi dei veneziani. - continua l’architetto Vio- La porta aveva perduto il suo significato originario di interfaccia tra la fede in san Marco e le promesse date dal mare verso cui si affacciava. Venezia accetta di buon grado l’omaggio e i beni di uno dei suoi figli più illustri e generosi, il card. Giovan Battista Zen e gli dedica la cappella di uno dei più celebrati artisti del momento, Antonio Lombardo”. Felice è l’aggettivo che ha utilizzato la Dott.ssa Annalisa Bristot, per la Soprintendenza per i Beni Architettonici, per il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico di Venezia e Laguna, per definire l’atteggiamente dell’Istituzione che rappresenta.“È per noi fondamentale stimolare la committenza- ha continuato la Dott.ssa Bristot- e siamo contenti che si possa intervenire su queste opere che costituiscono una sorta di chiave per la comprensione del cammino della storia della scultura a Venezia. Sarà nostra cura eseguire un’accurata campagna di indagine, soprattutto per le straordinarie policromie ancora presenti nelle statue”. La storica dell’arte Valentina Ferrari ha poi narrato la storia della Cappella Zen e dei suoi profeti. “Dal versetto biblico riportato si è accertata non solo l’identificazione precisa, ma soprattutto il rapporto tematico che li lega agli altri Profeti a mosaico presenti nella Cappella: la chiamata delle genti al tempio, conferma il legame indissolubile che caratterizza la decorazione della Porta da Mar. Il concetto è connesso - continua Valentina Ferrari - alla particolare collocazione: il portale d’accesso ufficiale della Basilica, quello verso la laguna, rivolto quindi al mondo con chiaro intento glorificatore della grandezza veneziana manifestate proprio in occasione dello storico incontro pacificatore. Le statue si presentano come un gruppo abbastanza omogeneo ed unitario: lo scultore dei Profeti - conclude Valentina Ferrari- è un maestro veneziano che armonizza i dettami padani imperanti alla tradizione locale bizantina e alle novità del gotico d’Oltralpe. La datazione collocata tra l’ultimo quarto del XII e l’inizio del XIII secolo”.

“Vicinanza di valori- ha esordito Paolo Denti amministratore delegato Thun - è questo che ci ha portato più di ogni altra cosa a decidere di intraprendere questo percorso. Ciò che contraddistingue la nostra filosofia è la voglia di regalare gioia a noi e agli altri, ad esempio con l’utilizzo della ceramicoterapia, della Fondazione Lene Thun: la modellazione dell’argilla come strumento terapeutico per aiutare persone svantaggiate a causa di particolari condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari”. “Anche se negli ultimi tempi ha assunto un respiro sempre più internazionale, THUN resta un brand fortemente legato al suo Paese d’origine, l’Italia. Proprio per questo, nell’anno in cui si celebra il 150° dell’Unità, abbiamo voluto fare un gesto d’affetto, piccolo ma concreto, per sostenere il patrimonio storico e artistico nazionale - continua il Dottor Paolo Denti - La scelta di Venezia non è casuale: la Serenissima ha sempre avuto un posto speciale nel cuore della Contessa. Quando non era chiusa nel suo studio a modellare, lei amava viaggiare e una delle sue mete preferite era proprio una passeggiata in laguna, come mostrano le tante foto che la ritraggono in piazza San Marco con i figli Peter e Matteo. Proprio per suggellare questo legame tra la Contessa e il “salotto” più elegante d’Italia, per Natale è prevista un’ulteriore sorpresa: Piazza San Marco sarà decorata da un maxi presepe con le celebri figure THUN”.

“Ci tengo a parlare nella veste di primo procuratore della Basilica, oltre che di Sindaco di Venezia- esordisce l’avvocato Giorgio Orsoni - di questo straordinario intervento che va a toccare il cuore della Città. Ringrazio Fondaco, per il suo spirito di servizio per la Città e ringrazio Thun, che lega i concreti interventi artistici che caratterizzano la sua produzione, all’amore per Venezia, che caratterizzava la sua fondatrice, la contessa Lene Thun. È importantissimo – continua il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni - questo interesse verso la Basilica, una sinergia tra l’azienda, il privato, e le professionalità veneziane. Ringrazio, infine, la Procuratoria perché si è dimostrata sensibile nel seguire e cogliere queste iniziative. Do quindi il benvenuto a questi nuovi custodi della Basilica!”






 
 
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