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December 2010 - LA SALA GRIMANI DI PALAZZO DUCALE RITROVA IL SUO GIOIELLO



December 2010

Fondaco ha il piacere di comunicare la conclusione del restauro del Caminetto della Sala Grimani, il secondo dei sette previsti, grazie all’impegno della famiglia Marsilli, nell’ambito del progetto “Veneziani x Venezia”. Ogni volta che un nuovo piccolo tassello del puzzle viene posizionato, provo una fortissima emozione- dice Luciano Marsilli titolare del ristorante “La Vecia Cavana” e gestore de “Le Maschere” –  Sapere di aver contribuito a restituire un qualcosa di così speciale alla Città mi fa sentire orgoglioso, sento di aver  fatto un investimento sul futuro, sulla mia famiglia, sulle generazioni che verranno, che spero possano percepire, grazie a questo mio gesto, ancora più forte la loro appartenenza alla Città. 



“Ho anche scelto di far coincidere questo momento così speciale - continua Luciano Marsilli - con il lancio del nuovo logo dei miei ristoranti perché l’iniziativa mi ha dato quello slancio necessario per “rinnovare” il mio modo di comunicare, per trovare una chiave diversa, una nuova “veste” attraverso la quale farmi conoscere ai Veneziani e non solo”. La conclusione dei lavori del secondo caminetto coincide anche con la seconda proposta culinaria, ispirata alla cucina veneziana del ‘300 e del ‘400. “Gli chef Raffaele Armani della Vecia Cavana e Gabriele Carlesso delle Maschere – conclude Marsilli – propongono nei rispettivi ristoranti da lunedì 15 a domenica 21 novembre, gli gnocchi con il castrà e la minestra di riso con fegatini e duroni”. “Saluto con grande gioia il ritorno all’antico splendore del caminetto della sala Grimani dell’appartamento del Doge – dice l’Assessore ai Lavori Pubblici Alessandro Maggioni – Un intervento di grande qualità che contribuisce a rendere ancora più bello Palazzo Ducale.”

“Desidero esprimere soddisfazione nel vedere che i nostri imprenditori, con il loro impegno diretto, dimostrano sensibilità e riconoscenza verso il patrimonio storico-artistico della città. Ciò conferma – continua Maggioni – che la strada è segnata e che il rapporto pubblico-privato può portare a concreti risultati.” “Ringrazio di cuore la famiglia Marsilli per aver aderito al progetto Veneziani x Venezia – conclude Maggioni – e per essersi a sua volta attivata nella promozione e diffusione di questa iniziativa coinvolgendo altri imprenditori. Il mio auspicio è che questo autentico spirito di squadra e di collaborazione si diffonda nel modo più ampio possibile nel nostro Comune affinché si possano raggiungere tanti altri preziosi traguardi. Interventi come questo fanno bene a tutti”.

«Quando uno degli imprenditori coinvolti nei nostri progetti - dice Enrico Bressan di Fondaco – decide di “rinnovarsi” in qualche modo in concomitanza con l’attività che svolge con noi, diventa per me sempre motivo di orgoglio, perché significa che il nostro modo di muoverci è stato capito fino in fondo”. “Scegliere, in un certo senso, un restauro come fonte del proprio rinnovamento è, a mio avviso, il modo migliore - continua Bressan - per trovare degli stimoli, nell’arte, nella storia, nell’ambiente stesso che ci circonda e che tante volte non ci soffermiamo neanche ad osservare. Eco questa è Venezia. Ritagliarsi un po’ di tempo per la Città ed investire sulla stessa è il regalo più grande che possiamo farle in questo periodo così difficile. Il progetto “Veneziani x Venezia” penso che sia davvero, in tal senso, nella direzione giusta, anche grazie alla collaborazione tra le Istituzioni (Comune, Soprintendenza e Fondazione Musei Civici) – conclude Bressan - , “do ut des” direbbero gli antichi romani, investire in questa nostra Città per ricevere in cambio  molto di più.»

 

CENNI STORICI 

I CAMINI RISALENTI AL DOGATO DEI BARBARIGO (1485-1501) 

Nel 1506 Tullio Lombardo e suo fratello Antonio protestarono perché non avevano ancora ricevuto l’onorario per due camini realizzati per la Sala delle Udienze e per il suo vestibolo. Entrambi agivano allora come rappresentanti di una produttiva bottega fondata e condotta al successo dal loro padre, Pietro, il quale ora de iure non poteva più dirigerla essendo stato nominato del Palazzo Ducale. Questi camini sono stati eseguiti da diversi scultori, come dimostrano gli stili differenti sia nell’ornamentazione a racemi che in quella figurativa. Il tipo di camino scelto per il Palazzo Ducale, con la cappa fortemente aggettante posata su sostegni, a Venezia era quello tradizionale. (…) I camini, come i balconi sulle facciate dei palazzi privati, erano fra gli elementi architettonici che venivano modernizzati più di frequente. Solo di rado ci si limitava a rifarne la decorazione scultorea della cappa, come in Palazzo Ducale. È possibile che siano stati gli stemmi dei dogi Barbarigo ad impedire di modernizzarli adattandoli ai cambiamenti del gusto. Tuttavia la volontà di conservarli non escludeva che vi si potessero apportare aggiunte in stucco insieme allo stemma del doge in carica. Queste aggiunte si adeguarono ad un tipo, prediletto dalla metà del Cinquecento anche nei palazzi privati, in cui lo stemma del doge o quello dei proprietari del palazzo sono acconpagnati da figure allegoriche. 

da Wolfgang Wolters, IL PALAZZO DUCALE DI VENEZIA, Cierre Edizioni, 2010.






 
 
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