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April 2010 - CA\' REZZONICO TORNA AD ESSERE REGINA SUL CANAL GRANDE GRAZIE A REPLAY



April 2010

Si conclude nei tempi previsti il restauro della facciata di Ca’ Rezzonico sostenuto interamente da Fashion Box – Replay. In questo modo il prestigioso museo del ‘700 veneziano torna a splendere nel suo insieme dopo il profondo restauro strutturale degli anni novanta. Questo restauro, durato 18 mesi, è stato caratterizzato da un percorso artistico e comunicativo che nella nostra città non ha precedenti. Per scelta dell’azienda lo spazio sui ponteggi è stato dapprima utilizzato per evidenziare l’impegno del marchio Replay e poi per proporre le opere di quattro giovani artisti: Lucia Veronesi, Sebastien Lallemand, Isotta Dardilli e Donatella Di Cicco. Una comunicazione rispettosa, di qualità e di grande fascino lontana dagli standard commerciali usuali.



Un’operazione attraverso la quale il legame della famiglia Buziol con Venezia si consolida dopo l’apertura dell’omonima Fondazione, dedicata al fondatore di Replay Claudio Buziol, presso il palazzo Mangilli-Valmarana e prossimamente, a fine anno, con il restauro dell’Abbazia di San Gregorio alla Salute destinata a diventare un punto di riferimento importante per i giovani artisti contemporanei di tutto il mondo nella parte della città che è ormai il punto di riferimento mondiale con la Guggenheim, lo spazio di Emilio Vedova e la Punta della Dogana. La contaminazione tra moderno ed antico è stata molto apprezzata oltre che dalla stampa specializzata anche dai visitatori del museo che hanno potuto ammirare gli originali esposti nell’androne del primo piano del palazzo.

 

A conferma dell’importanza e della visibilità a livello internazionale di Venezia, che rappresentano una sorta di “certificazione” e di “garanzia”, Lucia Veronesi, la prima artista ad esporre, è stata chiamata a Parigi.

Questa è la via giusta, la giusta interpretazione del ruolo che la città lagunare nel passato ha sempre svolto per la valorizzazione dei giovani talenti. Un progetto che oltre a conferire all’azienda modalità di comunicazione innovative, ha permesso di allargare la collaborazione tra Fondazione Buziol e Fondazione Musei Civici anche per il prossimo futuro.

Di questo aspetto in particolare Fondaco è soddisfatta perché attraverso sinergie tra pubblico e privato è possibile realizzare progetti importanti con risultati concreti.

Si conclude quindi il restauro ma prende avvio e si consolida un rapporto importante tra azienda e città che rappresenta lo slogan a cui Fondaco è particolarmente legata: restaura-azione, valorizzare la testimonianza storica per mettere in moto dinamiche attive utili a stimolare situazioni innovative per far vivere l’opera d’arte oggi e nel futuro.

La forza di Venezia sta tutta qui, ovvero nel saper ritornare tanto a coloro che le riservano attenzione.

Per far vivere le emozioni e “toccare con mano” la bellezza della ricca espressione artistica che impreziosisce la facciata di Ca’ Rezzonico, tutti coloro che lo desidereranno potranno effettuare delle visite guidate sui ponteggi in accordo con la Direzione della Fondazione dei Musei Civici.

Un’opportunità assolutamente da non perdere perché una volta smontati i ponteggi non sarà più possibile ammirare tutte le opere da vicino.

 

Cenni sulle modalità d’intervento

La superficie oggetto d’intervento si presentava in avanzato stato di degrado con continuo distacco e caduta di elementi decorativi in pietra.  

Gli effetti del microclima lagunare avevano infatti favorito l’alterazione del materiale lapideo mentre gli agenti inquinanti,unitamente al particellato atmosferico avevano portato alla formazione di spesse e tenaci concrezioni di colore scuro che impedivano la lettura del ricco apparato scultoreo.

Le operazioni di restauro conservativo, condotte dai restauratori della Lares, sono state mirate quindi all’arresto dei processi di alterazione tramite un primo consolidamento materico e strutturale con controllo di tutti gli elementi in pericolo di caduta e verifica statica delle balaustre, contemporaneamente sono stati applicati dei trattamenti biocidi per la disattivazione delle patine biologiche e il rinsecchimento delle piante superiori.

Le operazioni di pulitura si sono svolte in modo graduale e differenziato a seconda dello stato di conservazione delle superfici trattate e della tipologia di depositi da rimuovere, il controllo del grado di pulitura e l’impiego di strumento laser per la rifinitura ha permesso, inoltre, il mantenimento delle patine originali ad ossalato presenti unicamente nelle aree non sottoposte a dilavamento.

Successivamente si è proceduto alla reintegrazione delle stuccature alterate tramite applicazione di malte a base di calce e alla microstuccatura di aree interessate da microscagliatura per favorire così il deflusso delle acque meteoriche ed impedire future alterazioni provocate dai cicli di gelo e disgelo.

Le opere di conservazione, particolarmente complesse per la diversa qualità  della pietra d’Istria impiegata dal Longhena e dal Massari,  hanno permesso di mettere in sicurezza il ricco apparato decorativo e di riscoprire le superfici e le patine originali ancora presenti sulla facciata.






 
 
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