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October 2009 - RESTAURATA LA STATUA DI SAN GIOVANNI NEPOMUCENO



October 2009

Obiettivo raggiunto! Grazie al gruppo Pellegrini la statua di San Giovanni Nepomuceno in Fondamenta Labia è stata salvata con un tempestivo intervento prima che lo stato di degrado diventasse irreversibile e si rischiasse di non vedere più traccia di questa figura che unisce due grandi capitali della cultura come Venezia e Praga.



2 luglio – 8 ottobre 2009 Obiettivo raggiunto! Grazie al gruppo Pellegrini la statua di San Giovanni Nepomuceno in Fondamenta Labia è stata salvata con un tempestivo intervento prima che lo stato di degrado diventasse irreversibile e si rischiasse di non vedere più traccia di questa figura che unisce due grandi capitali della cultura come Venezia e Praga. L’amore, la sensibilità e lo spirito di appartenenza di questa storica famiglia d’imprenditori che ha mosso ottantacinque anni fa i suoi primi passi da uno dei “cuori” pulsanti della città, Campo San Bortolo, si concretizza in questo gesto da cui oggi, i veneziani in primo luogo, ne traggono beneficio. Un segnale positivo testimonianza della voglia di svolgere un ruolo attivo a tutela del patrimonio artistico di Venezia di cui noi veneziani, in primis, ne siamo i custodi. Su questo piano l’imprenditore si è ritrovato, ha collocato la sua azienda ed ha tratto nuovi stimoli per comunicare con un linguaggio innovativo rispetto ai propri competitors. Così la famiglia Pellegrini ha colto ed interpretato questa opportunità e l’ha trasferita nell’attività quotidiana. E’ stato un crescendo iniziato dalla voglia ma anche dalle perplessità che un simile percorso potesse avere un inizio ed una fine entro i limiti posti dall’investimento economico e dal tempo del restauro. Entrambi i parametri sono stati rispettati! Vedere negli occhi dell’imprenditore l’emozione di esporre i propri marchi aziendali sulla più bella e prestigiosa vetrina del Mondo, il Canal Grande, è stata un’esperienza di grande intensità e la conferma che questa è la via giusta per contribuire, con rinnovato senso civico ed un rafforzamento del rapporto pubblico/privato, a valorizzare quelle che, a torto, sono etichettate opere minori ma che concorrono in egual modo a rendere unica Venezia.

Cenni storici

Il martire boemo canonizzato da Benedetto XIII nel 1729, ebbe un culto intenso a Venezia subito dopo: nel 1737, l’ufficio fu concesso a tutto il territorio della Repubblica, mentre alla città solo il 20 settembre 1749, con ottava tolta poi dal Patriarca Bragadin (1758- 1775). Favorirono il culto sia l’ideale sacerdotale posto dal clero, sia la devozione popolare contro i pericoli delle acque, dati i particolari della sua morte. Presente nel calendario perpetuo del 1791, tre anni dopo, con decreto del Senato del 26 aprile 1794, fu dichiarato patrono meno principale della città e del clero veneziano. Un nucleo notevole di sua iconografia è dato nella Chiesa di San Geremia profeta, ricostruita nel 1752, dove esiste una statua del Marchiori (1696-1778) e storie della sua vita del pittore Fontebasso (1709-1769). Del Marchiori è pure la statua esterna, quella soggetta al restauro, posta sulla confluenza del Canal Grande con il Canale di Cannaregio, in evidente significato protettivo contro le acque, come appare sia in città venete (Padova) sia nell’area trentino-tirolese (Trento, Bressanone). Altra statua del Santo si trovava in Chiesa a San Bartolomeo e dal 1948 trasferita in Seminario. In facciata di san Nicolò dei Mendicoli vi è una sua immagine, gustosamente spiegata dal Tassini. Particolare culto godeva nella Chiesa di San Polo sul finire del 1700.






 
 
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