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September 2008 - CA\' REZZONICO - MUSEO DEL \'700 VENEZIANO



September 2008

"... near Venezia" è il nuovo progetto di Fondaco al quale aderisce Replay per restaurare la facciata del prestigioso museo.



“… near Venezia” è il nuovo progetto che Fondaco, in collaborazione con il Comune di Venezia, indirizza agli Imprenditori del Nordest, capitani d’azienda di successo, per stimolare l’interesse a svolgere il ruolo attivo di moderni mecenati in forza di progetti di comunicazione innovativi. Impresa ed Arte, rapporto fondamentale per la reciproca valorizzazione, foriero di un messaggio positivo. “I come from Asolo, near Venezia” è il “biglietto da visita” che probabilmente Claudio Buziol - fondatore di Replay purtroppo prematuramente scomparso - ha utilizzato per presentarsi nel corso dei suoi viaggi intorno al mondo, così come tanti altri imprenditori della nostra terra. Un modo semplice e spontaneo per individuare con rapidità e con spirito di appartenenza ed orgoglio la propria provenienza. Nessun imprenditore straniero potrebbe essere protagonista di un progetto di tale valore, in quanto l’unicità e la bellezza di Venezia non gli appartengono fino in fondo. ”L’amore per l’arte e per la città di Venezia sono valori profondamente radicati nella nostra famiglia; una passione che coltiviamo da sempre e che abbiamo trasferito anche all’interno della nostra azienda”, ha affermato Paola Dametto Buziol. “Poter aderire a un progetto dal valore artistico, culturale e storico così elevato è per noi motivo di profonda gioia e soddisfazione, in quanto ci consente di proseguire nel cammino iniziato tanti anni fa da Claudio, che ha sempre creduto nell’importanza di perseguire i propri sogni e di saper apprezzare ciò che di bello la vita ci offre”. Il legame tra Fashion Box e Venezia è testimoniato anche dal fatto che proprio qui ha sede la Fondazione intitolata a Claudio. Fondazione fortemente voluta dalla famiglia Buziol per supportare i giovani nella realizzazione dei propri sogni, al fine di sviluppare le loro capacità creative e di espressione artistica, aiutandoli a trovare una concreta opportunità di realizzare il loro progetto di vita. Realizzare il restauro della facciata lapidea di Ca’ Rezzonico è un importante passo dell’azienda, poiché le permette di apporre un sigillo indelebile sulla vita di uno dei più prestigiosi palazzi di Venezia. Si ribadiscono, ancora una volta, le radici artistiche e culturali di Fashion Box: conoscere il passato per vivere a pieno il presente. Come in tutte le iniziative che Fondaco ha realizzato, il ruolo centrale spetta alla ricerca storica e all’approfondimento in forza della ricchezza e della vastità di argomenti dai quali attingere per creare “storie personalizzate” in sintonia con l’azienda. Così è stato anche per Replay e Ca’ Rezzonico. Nel 1837, in una delle numerose stanze del palazzo trovò dimora l’atelier di Domenico Brugnoli, un artigiano che allora andava per la maggiore e che era conosciuto a Venezia per la produzione di camicioni realizzati con un tessuto particolare simile all’odierno jeans. Nel 1888 il palazzo è stato acquistato dalla famiglia del poeta inglese Robert Browning molto legata ad Asolo al quale il ridente borgo, già vicino a Venezia per la sua storia e per la Regina Cornaro, dedica il suo corso principale. Fondaco si augura che l’esempio offerto oggi da Fashion Box possa essere motivo di attenzione e di stimolo per altri imprenditori del nostro territorio, affinché si riconoscano in quel “…near Venezia” che li ha accompagnati nei loro viaggi. L’iniziativa rappresenta una dimostrazione concreta dell’evoluzione economica e culturale di questa parte del nostro Paese. Un atto di generosità nei confronti delle generazioni future alle quali, con l’etica della responsabilità, Venezia deve essere consegnata in una condizione migliore di come l’abbiamo ricevuta.

Cenni storici

Il grandioso palazzo, ora sede del Museo del Settecento veneziano, venne costruito a partire dal 1649 per la nobile famiglia Bon, su progetto del massimo architetto del barocco veneziano, Baldassarre Longhena. La sua morte nel 1682, quasi contemporanea a quella del committente e le difficoltà economiche della famiglia Bon causarono la sospensione dei lavori, lasciando il palazzo incompiuto. La fronte sul Canal Grande appare in numerose vedute del primo settecento completata solo per il piano terra e per il primo piano nobile e coperta da una chiusura provvisoria costituita da un tetto a capanna d'assi di legno. Nel frattempo, la famiglia Rezzonico - originaria della Lombardia - si era trasferita a Venezia e aveva acquistato nel 1687 il titolo nobiliare. Giambattista Rezzonico, mercante e banchiere, acquistò nel 1751 il palazzo e ne affidò il completamento a Giorgio Massari, uno dei più affermati ed eclettici professionisti del medio Settecento veneziano. I lavori procedettero con rapidità e nel 1756 l'edificio risulta completato. Mentre la prestigiosa facciata sul Canal Grande e il secondo piano nobile seguivano l’originario progetto longheniano, si devono a Massari le ardite invenzioni sul retro del palazzo: il sontuoso accesso da terra, lo scalone d'onore e il grandioso, insolito salone da ballo ottenuto eliminando il solaio del secondo piano. Contemporaneamente alla conclusione dei lavori, si diede il via anche alla decorazione dell’edificio, con l’intervento dei maggiori pittori allora attivi a Venezia: Giambattista Crosato, autore degli affreschi del salone in collaborazione col quadraturista Pietro Visconti, Giambattista Tiepolo, cui spettano i due soffitti realizzati in occasione delle nozze tra Ludovico Rezzonico e Faustina Savorgnan, il giovane Jacopo Guarana e Gaspare Diziani. L’edificio era perfettamente completato nel 1758, quando il fratello cadetto di Giambattista, Carlo Rezzonico, vescovo di Padova, venne eletto papa col nome di Clemente XIII: l’evento segna il vertice della fortuna della famiglia e il palazzo di San Barnaba fu sede di splendide feste per celebrarlo. Ma ben presto, dopo solo cinquant'anni, la potente famiglia nel 1810 si estingueva. Iniziava così per il palazzo e per il patrimonio d'arte e di storia che vi si era accumulato una lunga, difficile e tormentata stagione di smembramenti e dispersioni. Spogliato dell’ arredo, suddiviso tra gli eredi e poi venduto, il palazzo passò nell’Ottocento a diversi proprietari; acquistato dal pittore inglese Roberto Barret Browning, fu scelto come residenza dal padre di questi, lo scrittore Robert Browning, che vi morì. Successivamente venne rilevato dal conte Lionello Hirschell de Minerbi, deputato al Parlamento italiano, che lo cedette nel 1935, dopo lunga e complessa trattativa, al Comune di Venezia.






 
 
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