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LA PROPOSTA


30.05.2007

Il Gazzettino 30 maggio 2007

In prossimità dell'apertura della stagione estiva si è aperto sui quotidiani locali un dibattito in merito alle problematiche causate dai crescenti flussi turistici rispetto alla città ed ai servizi. Fondaco ha espresso la sua opinione e avanzato alcune proposte evidenziando l'esigenza di aprire le porte all'innovazione tecnologica.



Il 25 aprile e il 1 maggio sono stati un importante banco di prova che ha messo in risalto il precario equilibrio di Venezia. Difficoltà nell’assorbire l’elevato numero di autovetture a Piazzale Roma e al Tronchetto; difficoltà nel gestire i flussi in arrivo via treno; massima criticità nella gestione delle linee urbane in particolar modo per i motoscafi. Problemi che sono destinati ad amplificarsi se, come viene confermato, il numero di turisti è destinato ad aumentare. Si rende quindi necessaria un’iniziativa che intervenga non soltanto per calmierare momentaneamente il problema ma che faccia leva su un progetto ampio di riorganizzazione radicale della città e dei servizi erogati. Il centro storico, pur viziato dalla sua staticità urbanistica (e con le annesse problematiche che causa), oggi rappresenta, in chiave moderna, l’area urbana più futuribile nella quale la tecnologia può farla da padrona ed essere applicata in modo intelligente. Bisogna lanciare una sfida nei confronti dell’unica città al mondo dove l’uomo non può vincere ma deve adeguarsi; dove il tempo mantiene il suo ritmo e dove la velocità del movimento non può essere coniugata nella potenza dei motori di oggi. La parola d’ordine è riorganizzare agendo su due livelli: l’informazione e la tecnologia. Nel primo è necessario continuare ad investire per comunicare partendo anche dalla fonte ovvero dal momento in cui si va ad acquistare il biglietto (dell’aereo, del treno o della nave) avviando rapporti di collaborazione con i tour operator, con le compagnie di trasporti e con le agenzie turistiche. Camminare o fermarsi per Venezia è come guidare o parcheggiare. In entrambi i casi ci sono regole da rispettare. Bisogna creare una cultura per Venezia che metta in evidenza la responsabilità ed il buon senso. Questo ambito riguarda l’immediato, la quotidianità. Nel secondo invece l’impegno è più profondo e richiede l’attenzione e la disponibilità ad aprire le porte al progresso per sfruttare al meglio le sue potenzialità. Una positiva ed utile coesistenza tra tecnologia e sito architettonico oggi è possibile ed applicabile senza essere invasivi o causare gravi alterazioni. Esistono applicazioni elettroniche in grado di gestire gli spostamenti e di fornire in tempo reale informazioni su tutto ciò che ci circonda. Dalla tecnologia del bluetooth alla video sorveglianza, dall’uso dei cellulari alla realizzazione di corner di informazione nei punti nevralgici della città; dall’utilizzo di sistemi informativi via onde radio a bassa frequenza ai trasponder (microchips che possono funzionare come utilissimi database). Tantissime soluzioni in grado di fornire servizi impeccabili. Nell’attività di marketing che punta al riposizionamento dell’immagine della città che l’Amministrazione comunale ha di recente avviato, un forte impulso deve venire dall’innovazione. Venezia dovrebbe diventare una sorta di “zona franca” dove alle aziende specializzate viene offerta l’opportunità per applicare i dispositivi di nuova generazione ovviamente con il controllo dell’Istituzione. Guardandoci intorno è interessante scoprire che non è necessario pensare a grandi progetti e a grandi multinazionali asiatiche o statunitensi perché nel distretto Padova-Treviso-Venezia ci sono realtà avanzate che spesso sono il motore del successo dei soliti grandi nomi. Penso ad esempio al “guru” di internet Riccardo Donadon (colui che ha creato E Tree il primo centro di ricerca internet in Italia più di dieci anni orsono e che oggi conteso da tantissime aziende) che opera a Roncade; al Parco Scientifico e tecnologico del Vega dove c’è un gruppo di ricerca tra i maggiori in Europa per i trasponder; al Parco scientifico di Padova dove vengono sviluppati numerosi progetti di nano-tecnologie che puntualmente vengono esportati in tutto il Mondo. Insomma si scoprirà che Venezia è attorniata dalla migliore e più avanzata tecnologia. Finalmente oggi c’è una positiva e concreta sintonia tra Comune e Soprintendenza; queste sinergie devono essere sfruttate al meglio e devono diventare l’occasione ed il motore per aprire la città all’iniziativa privata. Con un’opportuna strategia alcuni progetti potrebbero essere realizzati a “costo zero” perché potrebbe essere nell’interesse stesso dell’aziende investire; ricordiamoci infatti che Venezia è un’importantissima vetrina che si affaccia sul mercato globale e che garantisce ampia visibilità. Per cui esserci può significare per molti la chiave del successo. Agendo in questo modo Venezia dimostrerebbe di essere all’avanguardia, rispolverando quel ruolo di riferimento centrale che storicamente le apparteneva, tradotto in termini attuali “capitale” del NordEst.




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